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Genetica Cardiologica - Cardiotest

Per maggiori informazioni
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Informazioni sulle Prestazioni

E' il primo test genetico che permette di determinare, al momento della diagnosi, lo stato del gene che codifica la proteina KRAS, se normale o mutata, nel tumore del colon retto di un paziente. Il test, quindi, individua un biomarcatore oncologico, la proteina KRAS, e che può predire la risposta del tumore del colon retto alle terapie personalizzate. Questa determinazione è essenziale perché lo stato della proteina KRAS può influenzare la prognosi della malattia e la risposta a quelle cure mirate all'inattivazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Prestazione Giorni di esecuzione Tempo medio di attesa Prenotazione Mutuabile
Cardiotest Dal Lunedì al Sabato nessuna attesa Non Necessaria SI

Diagnosi prenatale

Le patologie cardiovascolari sono patologie multifattoriali in cui eventi ambientali e genetici si cumulano per conferire ad ognuno di noi un profilo di rischio relativo allo sviluppo di patologie arterovenose.
I fattori ambientali sono ormai ben noti:

  • Fumo di sigaretta;
  • Sedentarietà;
  • BMI> 25;
  • Livelli ematici elevati di colesterolo;
  • Diabete;
  • Insufficienza renale.

Tali fattori però da soli non riescono ad individuare tutte le persone a rischio poiché spesso la componente genetica assume un ruolo rilevante.

Oggi è possibile analizzare le principali mutazioni che sono correlate al rischio cardiologico.

Lo studio di queste mutazioni permette di indivuduare pazienti a rischio anche in assenza di fattori ambientali.

L'Istituto Diagnostico Varelli, attraverso il CARDIOTEST, offre la possibilità di studiare il proprio patrimonio genetico al fine di determinare la classe di rischio di ogni paziente in modo da mirare sia il monitoraggio clinico che la terapia.

In cosa consiste

Il cardiotest consiste in uno studio mutazionale di 11 geni mirato alla rilevazione di assetti genetici predisponenti allo sviluppo di patologie cardiologiche.

I Vantaggi

  • Identificazione pazienti a rischio;
  • Identificazione gruppi familiari a rischio;
  • Personalizzazione del monitoraggio clinico e della terapie.

Bibliografia
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